Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura
Chi vuole conoscere nella sua più pura essenza Dio nel
suo mistero ad entra di sé e anche ad extra, chi vuole conoscere il mistero del
Verbo Eterno che si è fatto carne nel seno della Vergine nella pienezza della
sua missione, chi vuole conoscere la purissima verità dello Spirito Santo, chi
vuole sapere chi è la Vergine Maria nel pensiero eterno del Padre, nel tempo e
dopo il tempo, chi vuole sapere chi è l’uomo prima di essere creato, appena
creato, dopo la sua disobbedienza, prima della redenzione e dopo la redenzione,
chi vuole conoscere il mistero del tempo e il mistero dell’eternità,
necessariamente dovrà conoscere tutte le Divine Scritture. Per noi discepoli di
Gesù alla conoscenza delle Divine Scrittura si deve aggiungere l’opera
bimillenaria dello Spirito Santo che è
di conduzione della Chiesa a tutta la verità. Da sola la conoscenza delle
Divine Scritture non è sufficiente. Occorre anche la conoscenza della Sacra
Tradizione Dogmatica della Chiesa e la preziosa riflessione dei Padri e dei
Dottori di essa. Ora chiediamoci: perché i discepoli ancora non avevano
compreso la Scrittura? Non l’avevano compresa perché quando Gesù parlava dalla
Legge, dai Profeti, dai Salmi, il suo linguaggio rimaneva oscuro e
incomprensibile. Perché rimaneva oscuro e incomprensibile? Rimaneva tale per
volontà, solo per volontà. Essi si rifiutavano di comprendere, perché dalla
retta comprensione avrebbero dovuto cambiare la loro mente, il loro cuore, la
loro anima, la loro volontà, la loro intelligenza, tutta la loro scienza e
conoscenza. Tutta la loro natura sarebbe dovuto cambiare nell’anima, nello
spirito, nel corpo. Avrebbero dovuto anche loro rinnegarsi, prendere la croce
della verità del Cristo di Dio e camminare anche loro verso il Golgota. Il
cammino nella verità sempre conduce al Golgota, o Golgota di crocifissione fisica
o Golgota di crocifissione spirituale.
Anche oggi chi vuole conoscere la purissima verità
di Cristo Signore, dell’Agnello di Dio immolato dagli uomini e riportato in
vita dal Padre ma con il dono di un corpo spirituale, incorruttibile, glorioso,
immortale, un corpo interamente di luce come Dio è luce, deve rinnegarsi,
prendere la croce della verità di Gesù Signore, farla divenire sua personale
croce e seguire Gesù. Poiché oggi la croce della verità di Cristo non si vuole
più abbracciare, sono moltissimi i discepoli di Gesù che hanno deciso di
abbracciare e fare propria la croce della falsità, dell’inganno, della
menzogna, delle tenebre di Satana. Così facendo hanno smesso di essere
discepoli dell’Agnello Crocifisso e Risorto e sono divenuti discepoli di
Satana, con le vesti visibili, ma solo con le vesti visibili, dei discepoli di
Gesù. Da dove si conoscono questi discepoli di Satana? Dalle parole che escono
dalla loro bocca e dalla opere che compiono, che sono tutte parole e opere
senza il Vangelo, ma anche contro il Vangelo, senza la verità di Cristo, ma
anche contro la verità di Cristo. Potrà mai essere discepolo di Gesù chi dice
che il Vangelo non debba essere predicato e che con gli uomini bisogna stare in
fratellanza, senza annunciare loro la Parola della vita e invitarli alla
conversione per essere salvati? Le vesti sono di Esaù, la voce è di Giacobbe.
Come Isacco fu ingannato così anche gli uomini vengono ingannati e anche
tantissimi discepoli di Gesù. Le vesti sono si Gesù. La voce è di Satana. Le
opere sono di Satana. I pensieri sono di Satana.
Il primo giorno della
settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora
buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da
Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro
e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e
osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato
là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro
discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che
cioè egli doveva risorgere dai morti.
Per chi vuole che le sue vesti siamo di Cristo e
anche la sua voce e le sue opere siano di Cristo, è necessario, ma di necessità
di fine e di mezzo, non solo di mezzo ma anche di fine, non solo di fine ma
anche di mezzo, che si ritorni alla purissima verità di Cristo contenuta in
ogni Parola della Scrittura Santa. Credendo nella verità di Cristo si crederà
nella purissima verità del Padre e dello Spirito Santo. Si crederà anche nella
purissima verità della Vergine Maria. Infine credendo nella purissima verità di
Cristo, si crederà anche nella purissima verità dell’uomo. È purissima verità
dell’uomo la sua lacerazione e frantumazione dopo il peccato delle origine,
lacerazione e frantumazione moltiplicata con moltiplicazione geometria fino
all’infinito, lacerazione e frantumazione che creano in lui ogni morte: morte
fisica, morte spirituale, morte morale, morte sociale, morte politica, morte
scientifica, morte filosofica, morte economica, morte finanziaria, morte
familiare. Ogni altra morte. Oggi l’uomo vede tutte queste morti e vorrebbe
toglierle con leggi e pensieri della terra. Da ogni morte solo Cristo Gesù ci
libera per mezzo del suo Santo Spirito e l’opera evangelizzatrice e
sacramentale della Chiesa. Dicendo moltissimi discepoli di Gesù che queste
opere – evangelizzare e sacramentalizzare – non vanno più operate, si
trasformano in giudici e in boia degli uomini. Mettono il cappio intorno al
collo dell’umanità e poi tirano dai suoi piedi lo sgabello di sostegno. Che la
Madre di Dio ci preservi da questo massacro spirituale e a volte anche fisico,
a causa di questi nostri orrendi peccati di omissione.